Deep Inside-esposizione internazionale di architettura

Firenze-Stazione Leopolda, spazio Alcatraz

2-12 ottobre 2003


CychoPolis_Marcos Lutyens_Daniela Frogheri 2003©
mappa psicosensoriale della città di Cagliari



In collaborazione con il prof. arch. Giovanni Maria Campus e gli studenti del corso di Architettura e composizione architettonica 3-4 A.A.2002/2003
dell'universita di ingegneria di Cagliari.

robotica: Oliver Hess
suoni: Christina Char
fotografia: Pasquale Frogheri

studenti: Marco Barabino, Paolo Caddeu, Alessandra Cireddu, Antonio Contini, Carlo Dessì, Rita Doro, Francesca Fancello, Francesco Fancello, Piero Fancello, Gianluca Farina, Francesca Ghisu, Francesca Lai, Michele Mameli, Giancarlo Marcias, Adriano Masia, Martina Mattana, Daniela Melis, Francesca Melis, Francesco Muggianu, Mariangela Murgia, Chiara Patteri, Alberto Piras,Cinzia Piras, Massimo Pirinu, Antonio Pittau, Marco Sanna, Francesca Scaramella, Paolo Spiga, Valentina Talu, Salvatore Ziranu.

si ringraziano
Day Nguyen, Eric Lozano, Claudio Scalas.


Un insolito baldacchino a 6 "zampe", due veli di stoffa bianca.
I due strati sovrapposti producono lievi striature mobili percettibili solo in trasparenza come piccole vibrazioni.
Fili di lenza collegati nella parte superiore a dei sottili bracci meccanici, annodati in basso a dei piccoli pesi , attaversano i veli muovendoli, provocando delle onde. Ogni movimento un suono, una voce, un rumore.


Su questa superficie morbida, la proiezione della mappa di una città prende vita, si illumina di luci mobili, parla; si formano colline e depressioni in alcuni punti particolari.
Sono le nuove curve di livello della città di Cagliari costruite in base ad una misurazione multisensoriale realizzata con l'aiuto di un'induzione ipnotica collocata in intervalli di tempo tra il passato ed il futuro,vissuta con diversi gradi di intensità.
La città si plasma secondo emozioni intuizioni sensi e pensieri di chi l'ha percepita attraverso un'esperienza fortemente interiore, proiettata verso l'esterno.

Cychopolis è una mappa mobile, mutevole e istantanea.
Quando il computer si spegne, le onde si fermano, il telo diventa nuovamente bianco, lo specchio che proietta la mappa si svuota.
Silenzio.

La città è pronta per ricevere nuovi dati.


Forse domani avrà un'altra forma.


Le strategie di disegno urbano furono messe in discussione radicalmente dai situazionisti
negli anni 50, quando Guy Debord sviluppò l’idea del "dérive", o mappa della città, basato su esperienze casuali in luogo delle misurazioni fatte col teodolite. Con il “derivé”, si supponeva che i nuovi cartografi avrebbero dovuto mettere da parte le proprie abitudini di lavoro e ozio , i propri consueti motivi di movimento e azione, ed iniziare a camminare per la città, attratti da alcuni incontri ed eventi che registrati avrebbero permesso di costruire una mappa “psico geografica”.
Con il nostro progetto, CychoPolis, si è chiesto ai partecipanti non solo di mettere da parte le
propri abitudini comportamentali ma, cosa ancora più importante, il proprio modo di pensare ormai consolidato, e di sentire così la città da un punto di vista completamente personale e interiore.
Per poter mappare la città da un punto di vista che non fosse contaminato da idee formatesi unicamente all’esterno e fatte proprie attraverso le formule assimilate con l’educazione e le pressioni della moda,è stato chiesto ai 30 studenti di ingegneria di valutare la città da un punto di vista emozionale direttamente dall’ inconscio.
Gli studenti sono stati suddivisi in 11 gruppi di lavoro, ciascuno dei quali ha scelto 6 punti distinti della città individuati all’interno delle categorie seguenti: ambiente, circolazione, commercio, spazio pubblico, edificio pubblico, spazio privato.
Ogni studente ha ascoltato una breve induzione ipnotica in ciascuno dei punti scelti.
L' ”audio ipnotico” ha aiutato gli studenti a entrare quasi in uno stato di anestesia per portarli in seguito ad aprire le proprie sensazioni verso il luogo.
In uno stato di trance hanno disegnato e segnato le proprie impressioni mentre al risveglio hanno descritto le proprie esperienze con maggior precisione.

Strategies of urban design were radically challenged by the Situationists in the 1950's when Guy Debord developed the idea of the "dérive", or a mapping of the city based on chance experiences, rather than the surveyor's theodolite.
With the "dérive", the new type of mappers were expected to drop their usual work and leisure activities, as well as all their usual motives for movement and action, and wander through the city, attracted by certain traits and encounters that
were recorded so as to make up a "psycho geographic" terrain. With our project, Cychopolis, the participants were not just asked to drop their usual habits of behavior, but more especially, their acquired habits of thought, so as to sense the city from a completely personal and embodied point of view.
In order to map the city from a vantage point that is uncontaminated by externally formed ideas given to us through peer-pressure or assimilated through education, the 30 engineering students were asked to emotionally evaluate the terrain directly from the unconscious. The students were divided into groups and asked to choose 6 different points in the city of
Cagliari. Each point corresponded to one of 6 different categories: commerce, circulation, public spaces, public buildings, private spaces and green spaces. Each student then listened to a short hypnotic induction in the selected places. The audio
hypnosis allowed the students undergo a temporary lapse of acquired knowledge and memory, followed by commands to open up
the senses to the location. In trance, the students drew, or imprinted their impressions, and upon awaking, precisely described their experience.


Le esperienze individuali sono molto interessanti in sé, in effetti hanno trasmesso continuamente delle
textures emozionali quasi sinestetiche e narrative dei luoghi, ma ciò che ha catturato maggiormente la nostra attenzione è il fatto che siano emersi degli elementi comuni, dei nodi , dei vortici emozionali che attraversano la città.Per poter costruire una mappa psico-sensoriale di Cagliari, abbiamo chiesto agli studenti di valutare ogni punto scelto in base ai quattro parametri di base per la percezione stabiliti da C.G.Jung:
sensazioni e intuizioni, emozioni e pensiero, poi di collocare l’esperienza nel tempo - passato presente futuro- e di valutarne infine l’impatto in una scala da 1 a 10.
In questo modo abbiamo ottenuto una grande quantità di dati da poter mappare nuovamente nella città di Cagliari.
Abbiamo visto che alcune zone o aree o alcune categorie hanno provocato una risposta altamente intuitiva, altre sembravano invece suscitare reazioni emozionali.
In questo modo la mappa di Cagliari inizia a deformarsi: nei punti in cui gli studenti hanno risposto con maggiore intensità si vedono sorgere dei rilievi , come delle “protuberanze topografiche” mentre altre parti in cui la risposta psico sensoriale è stata più debole iniziano a ritirarsi.
Questo tipo di mappa corrisponde all’idea di “omuncolo sensitivo”, o alla mappa dei sensi nella corteccia cerebrale.
La nostra carta di Cagliari, che sembrerebbe errata secondo la cartografia ed i metodi di misurazione rilievo, in un certo senso è una misurazione piu adeguata di come si sperimenta una città.

Although the individual experiences were interesting in themselves, often revealing surprising and almost synesthetic or narrative emotional textures of the locations, what we were most interested in was finding common patterns, or emotional nodes or vortexes that run through the city. In order to build up a psycho-sensorial map of Cagliari, we asked the students to evaluate each location according to the four basic parameters of experience as established by Carl Jung : sensing and intuition, feeling and thinking, as well as whether the experience seemed embedded more in the past , present or future.
The students were also asked to grade the impact of their experience on a scale of 1 to 10. This gave us an enormous set of data which could then be mapped back into the city of Cagliari. We began to see that certain areas or zones elicited a strong, intuitive response, whereas other areas or zones seemed, for instance, to arouse feelings. In this way, the map of cagliari begins to distort itself, with larger values or topographical "humps" emerging where students responded most strongly, and locations of weaker psycho-sensorial response begin to shrink. This type of mapping seems to mirror the idea of the "homunculus", or the mapping of the senses on the cerebral cortex. Just as hands and feet have more processing power devoted to them in the brain than let us say the shoulders, and as an extension our hands and feet occupy a larger sensorial terrain than our shoulders, so our mapping of Cagliari, inaccurate to the eye of the surveyor and the theodolite, is, in a certain sense, a more accurate measure of how the city is experienced.

marcos lutyens_daniela frogheri



 

Cychopolis

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